I nuovi poveri, questi invisibili
Nell’Italia
di oggi ci sono circa 11 milioni di persone che vivono in povertà. Si distingue
la povertà relativa in cui vivono 7 milioni e ottocentomila persone e la
povertà assoluta (3 milioni). I poveri relativi devono vivere con 800 euro al
mese. I poveri assoluti invece hanno a disposizione solo circa 550 euro al
mese. Due terzi delle famiglie indigenti vivono nelle regioni del Meridione
cioè 75 per cento di quelle assolutamente indigenti si trovano nel Sud.
I nuovi
poveri non vivono necessariamente nelle degradate periferie urbane ma vicino a
noi, alla porta accanto. Spesso si trovano a gestire una famiglia numerosa, si
sono ammalati, hanno perso il lavoro, sono finiti in cassa integrazione o sono
semplicemente invecchiati.
I nuovi
poveri sono soprattutto i anziani che vivono della sola pensione. Secondo una
ricerca ci sono dieci milioni persone della terza età che hanno a malapena i
soldi per mangiare, pagarsi l’affitto e non sempre riescono a curarsi. Ma anche
le famiglie con più figli hanno sempre più difficoltà. Ci sono anche molte
persone a rischio di povertà perché i consumi non oltrepassano i 1000 euro al
mese.
Franco De
Rosa per esempio è postino, ha una moglie e due figli e guadagno 900 euro al
mese. A casa sua non manca da mangiare o da vestirsi, ma non possono mai fare
viaggi, vacanze, andare in ristorante né pizzeria né cinema.
Hanno
fatto un confronto con tre città – Roma, Parigi e Londra. A Roma, il 36% contro
il 66% a Parigi e il 50% a Londra dei nuovi poveri viene sostenuto dalle
istituzioni pubbliche, il 8 5 contro il 24 % a Parigi e il 22% a Londra da
organizzazioni sociale e politiche e il 76% contro il 58% a Parigi e il 25% a
Londra da associazioni di volontariato.
La classe
politica tenta di ignorare questa ricerca e il fenomeno in generale.